Storia

Infanzia

Dal 2000 il Centro Infanzia occupa parte di un’antica villa con ampio giardino all’italiana davanti e zona piantumata sul retro.

Gli spazi, messi a disposizione dall’Istituto Antonio Provolo di Verona, sono di notevole valore architettonico, trattandosi di un antico edificio ben conservato.

In quest’area ad ovest della città era tradizionalmente collocata una fascia di abitazioni riservata alla popolazione in particolare condizione di svantaggio socio-economico, situazione che presto è degenerata nel degrado ambientale e sociale di tutta l’area.

A ridosso di questa zona si è rapidamente sviluppata un’area di inurbamento e di costruzione rapidissima che ha coinvolto soprattutto famiglie della media e bassa borghesia, con una densità tra le più alte in città (ci troviamo infatti nella Circoscrizione più popolosa di Verona), in modo particolare giovani coppie con bambini piccoli. Questa zona di recentissima costruzione, denominata “Chievo 2”, raggiunge il paese omonimo, un tempo piccolo borgo fuori città, oggi, di fatto, assolutamente inserito in un contesto urbano, pur mantenendo molte delle caratteristiche del piccolo centro “fuori porta”.

Subito dopo il Centro Infanzia troviamo un vasto parco non colonizzato dai cittadini (un tempo sede di un sanatorio); oltre inizia la campagna, con le sue casette pluri-famigliari, ville e villette.

In questo contesto erano assolutamente assenti i servizi rivolti ai cittadini più piccoli, in particolare da 12 mesi a 6 anni ed erano carenti gli spazi e le azioni di prevenzione del disagio e di supporto alla genitorialità, nonché le attività di promozione culturale e di integrazione multietnica.

Da qualche anno la zona di Via Puglie è oggetto di un progetto residenziale che ha visto l’aumento delle famiglie di nuova residenza. Ciò ha direttamente interessato il Centro Infanzia, poiché sono aumentate considerevolmente le richieste di posti educativi per bambini nella fascia d’età 3 mesi 6 anni.